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mercoledì 28 luglio 2010

Il Romanziere: L'uomo che amava dipingere eletto libro del mese di luglio


"L'uomo che amava dipingere" è stato eletto libro del mese di luglio 2010 su "Il Romanziere". Un sentito ringraziamento a tutti quelli che hanno reso possibile questo successo.

mercoledì 21 luglio 2010

Ultimati i lavori del nuovo manoscritto "La donna che sussurrava agli specchi"

Annuncio, seppur con ritardo, di aver terminato di scrivere la mia nuova opera. La stesura si è conclusa da circa tre settimane. Il titolo (almeno provvisorio) è "La donna che sussurrava agli specchi". Nel frattempo sono già a lavoro su un nuovo libro, di cui sto scrivendo il capitolo IV. Si tratterà di un Thriller

mercoledì 14 luglio 2010

recensione l"uomo che amava dipingere su sololibri.it

L’arte, in ogni sua forma, è libertà, e non può un regime, di qualsiasi tipo esso sia e qualunque provvedimento, anche estremo, prenda contro di essa, ingabbiarla, limitarla, metterla a tacere. Si può imprigionare l’artista, torturarlo, perfino ucciderlo, e distruggere le sue opere, ma il suo pensiero e la sua anima vivranno per sempre in coloro che le hanno osservate, studiate, apprezzate, e che da esse trarranno ispirazione e coraggio per affrontare la loro vita in modo diverso, forse anche per lottare, per cambiare lo stato di cose. L’arte è libera, vaga, entra nei cuori e nelle anime. Questo, in sostanza, il bellissimo tema del breve libro in questione, neppure 60 pagine. Non è facilissimo da reperire, ma vale senz’altro la pena di procurarselo per poter apprezzare questo romanzo, che inserisce la situazione attuale di un Paese, l’Iran, purtroppo sempre sotto i riflettori dei media, e le riflessioni dei vari personaggi coinvolti, in una narrazione drammatica ma onirica, che nel finale prende piuttosto i contorni della favola moderna, lasciando aperta la porta alla speranza. La storia è quella di Yassir, giovane pittore iraniano, orfano di padre, che viene gettato in prigione per avere dipinto una donna nuda: per il regime non si tratta di arte, ma di pornografia. In cella Yassir conosce Omar, prigioniero ormai da tempo immemore per la sola "colpa" di essere omosessuale. Lo stupore per la crudeltà degli uomini e per i crimini che vengono perpetrati ogni giorno con la scusa della morale, della religione, della patria e della sua difesa, non dà pace a Yassir, uomo che non ha nemici e non giustifica in alcun modo la violenza, e a questo suo stato d’animo si mescola la comprensibile paura del suo destino ormai deciso senza possibilità di appello. Solo la pittura potrebbe dargli un conforto nell’angoscia dell’attesa, ma procurarsi tele e pennelli è quasi impossibile in una prigione come quella dov’è rinchiuso. Omar, però, partecipe dello stato d’animo e del dolore dell’amico, riesce a procurargli tre tele, i pennelli e i colori che gli servono. Per Yassir la possibilità di dare vita ai suoi pensieri e ai suoi sentimenti è una vera e propria rinascita. Dipinge così tre quadri, ciascuno dei quali è per la sua anima una fuga dalla cella e un incontro, uno scambio di idee con una persona amica o mai conosciuta, che, con le sue parole, può aiutarlo a capire. Il primo quadro è una conversazione con un amico immolatosi da kamikaze, malgrado l’incomprensione e la disapprovazione dello stesso Yassir. Il secondo incontro è con un soldato americano che ha scoperto che la guerra è ben diversa dalla propaganda patriottica. Il terzo è dedicato ad una dolce e battagliera ragazza iraniana che gli mostra le rivolte scoppiate dopo il suo arresto. Yassir, nel dipingere, esplora sentimenti e punti di vista, presunti torti e presunte ragioni, arrivando sempre e comunque a sottolineare l’assurdità della guerra e di ogni tipo di fanatismo. Ma sarà con la quarta tela, procuratagli a sorpresa da Omar, che Yassir potrà riconciliarsi con sé stesso e con la sua storia personale. Il finale è una delicata sorpresa che non lascia in sospeso alcuna domanda tranne, purtroppo, quella che ciascuno di noi si fa riguardo alla follia del genere umano. Lo stile, che appare inizialmente un tantino schematico e affrettato, si arricchisce nel corso del racconto di belle riflessioni e descrizioni, catturando il lettore e rendendolo partecipe della storia.

Cristina Giuntini

É possibile leggere la recensione anche qui

giovedì 10 giugno 2010

Una copia con autografo de "L'uomo che amava dipingere" direttamente a casa tua

Per tutti quelli che volessero una copia del mio libro con autografo e dedica, possono prenotaree una dal 10 al 18 giugno al prezzo di 13 euro (spese di spedizione incluse). Scaduta la data del 18, dovrete pazientare che mi giungano le copie che dovrò firmare e successivamente spedirle. I metodi di pagamento sono i seguenti

BONIFICO BANCARIO (se scegliete il bonifico,volendoci qualchè giorno per accreditare il denaro, vi consiglio di non aspettare il 18 per farlo)

PAYPAL

RICARICA POSTE PAY (comunicare da quale ufficio postale è effettuata la ricarica e l'orario)

Nell'effettuare la prenotazione, ricordatevi di fornire il nome per la dedica, l'indirizzo dove spedire il libro.
In provato vi sarà fornito codice iban per il bonifico, numero poste pay, e indirizzo mail per paypal. per contattarmi
vincenzoborriello(at)myspace.com



Buona lettura

Vincenzo Borriello

martedì 8 giugno 2010