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Lettori fissi

venerdì 30 aprile 2010

Lo scrittore Vincenzo Borriello ospite di Radio Saviano


L'Associazione Laboriosi.it - Uno Spazio Aperto ospita per il suo progetto "Diamo voce al silenzio" lo scrittore napoletano Vincenzo Borriello per presentare in diretta radio il suo libro "L'Uomo che amava dipingere" edito da Casa Editrice Aurea. Intervista: Emma Crimi. Per seguire l'intervista collegarsi con

www.radiosaviano.com

MARTEDI 4 MAGGIO 2010 - ORE 10:30

giovedì 29 aprile 2010

1° Giornata nazionale CONTRO L'EDITORIA A PAGAMENTO


Una manifestazione virtuale contro l'editoria a pagamento. Questa è l'interessante iniziativa lanciata dai ragazzi del sito writers dream. In questa giornata sui vostri profili, sui vostri blog, sui vostri siti pubblicate articoli, frasi e contributi CONTRO L'EDITORIA A PAGAMENTO.
L'obiettivo? Raggiungere e INFORMARE quante più persone possibili.

martedì 27 aprile 2010

Video:Napoli, il ladro svaligia il negozio di notte Proprietario mette filmato su YouTube

Omicidi in famiglia.I limiti della legge sullo stalking


Il criminologo Vincenzo Mastronardi, di cui tempo fa lessi un interessante saggio sui terroristi, afferma:«in Italia si consuma un omicidio in famiglia in media ogni 2 giorni, 2 ore, 20 minuti e 41 secondi» Dati senz'altro allarmanti, ma che confermano cose che si conoscono da tempo; ossia che il maggior numero di omicidi è commesso all'interno delle mura domestiche in barba a chi si ostina a far ricadere, chi sa perchè, la colpa sugli extracomunitari.La strage di mantova non è l'ultimo episodio di moglie ( o ex) uccisa dal marito o convivente. Propio ieri, ad Udine, una donna napoletana è stata uccisa dal compagno. Stando a quanto afferma l'associazione degli avvocati matrimonialisti:
«Il movente è passionale nel 25,9% degli omicidi; seguono contrasti personali nel 21,8% dei casi, i disturbi psichici nel 16,15% dei casi, le liti per l'assegnazione della casa coniugale nel 15% dei casi, le ragioni economiche (assegni di mantenimento o restituzioni di somme) nell'8% dei casi. Si registra sempre di più un movente legato a fattori economici e soprattutto all'assegnazione della casa coniugale che oggi sta per diventare il vero "pomo della discordia", ancor di più di quello dell'affidamento e della gestione dei figli. Le nuove povertà prodotte dalla separazione e la lunghezza insopportabile dei processi sono altre ragioni che contribuiscono a determinare le stragi familiari. "Il trend - dice il presidente nazionale dell'associazione, Gian Ettore Gassani - è destinato ad aumentare in proporzione all'aumento di separazioni e divorzi.»
Ritengo però questi dati mal interpretati, nel senso che, tutti questi casi di omicidi, vadano inclusi, con un grado minore o maggiore a seconda dei casi, nella categoria di disturbi psico-passionali, che possono si essere influenzati ed accentuati da variabili come, contrasti personali, motivi economici ecc.Ma non sono queste le condizioni ultime che sfociano nell'omicidio della compagna. Quindi la determinate da tenere in considerazione è quella che ho definito psico-passionale.Vi è la tendenza,
in determinati individui, in casi del genere, vuoi anche per un retaggio cultuirale del passato; a considerare la donna come una propietà.Il divorzio, la separazione, che in questi casi spesso scaturiscono da una condotta violenta dell'uomo, è vista da queste persone come una vergogna, ed un affronto personale.Tutto ciò, che è visto come un fallimento personale, si trasforma in frustrazione.Patologicamente, questa frustrazione viene scaricata sulla compagna, vista come unica causa dei fallimenti dell'uomo,incapace di accettare il fatto che egli altro non è se non un falito. L'epilogo ultimo spesso è l'omicidio.Va detto che prima che si arrivi all'omicidio della donna, vi sono tantissimi segnali che andrebbero colti con maggior attenzione.L'omicisio è preceduto da una serie di violenze, che si protraggono anche per anni. Violenze psicologiche, verbali, oltre che fisiche.Il ministro Mara Carfagna, che giustamente voleva essere ricordata per qualcos'altro oltre ai calendari,ha varato,o chi per essa, la legge sullo stalking (il testo qui ). Ma il problema di fondo qual'è? Una misura del genere è incompleta a mio avviso e non impedisce al potenziale aggressore di commettere un omicidio.Nel momento in cui la, o il molestato,presenta la denuncia per stalking, un giudice dovrebbe essere in grado di disporre un'obbligatoria perizia psicologica e/o psichiatrica per determinare se il molestatore sia una persona che possa diventare, nel tempo un assassino, e determinare se e come vada curato. Il carcere non è detto che risolva il problema,e non impedisce ad uno psicolabile di consumare la sua vendetta dopo aver espiato la pena detentiva.Senza tali perizie il rischio è quello di avere un assassino in piu ed una donna morta in più

Vincenzo Borriello

lunedì 26 aprile 2010

Rosarno: immigrati sfruttati da 'caporali', arresti


Rosarno: immigrati sfruttati da 'caporali', arresti
Indagini cominciate con la rivolta di gennaio

La rivolta di gennaio a Rosarno
ROSARNO (REGGIO CALABRIA) - E' in corso a Rosarno un'operazione, denominata Migrantes, per l'esecuzione di 31 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone accusate a vario titolo di associazione per delinquere, violazione della legge sul lavoro e truffe nel settore dell'agricoltura.All'operazione stanno partecipando agenti della squadra mobile di Reggio Calabria, carabinieri e militari della guardia di finanza. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal Gip del tribunale di Palmi che ha accolto la richiesta della Procura della Repubblica.Le indagini hanno avuto inizio nel gennaio scorso, quando a Rosarno si verificò la rivolta degli extracomunitari impegnati nella raccolta degli agrumi. Gli investigatori hanno individuato una presunta organizzazione che si occupava di reclutare e sfruttare i lavoratori stranieri impiegati nel settore dell'agricoltura. Tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi ci sono sia italiani che extracomunitari.

IN UN DOSSIER STORIA MIGRANTI E LORO SFRUTTAMENTO
Le condizioni di vita e di lavoro, i tentativi di estorsione e lo sfruttamento degli immigrati di Rosarno sono raccontate in un dossier 'Arance insanguinate - Dossier Rosarno' realizzato dall'Associazione Onlus daSud e da Stopndrangheta.it. Il dossier - curato da Danilo Chirico e Alessio Magro - ricostruisce l'inferno di Rosarno dai primi articoli apparsi nel 2006 fino ai drammatici fatti del gennaio 2010, passando in rassegna reportage e documenti ufficiali che inchiodano ciascuno alle proprie responsabilità. I fatti vengono ricostruiti attraverso una raccolta di analisi, articoli, testi, fotografie sui fatti di Rosarno, disponibile anche in versione telematica su www.stopndrangheta.it. Tra il materiale raccolto ci sono anche testimonianze sulle proteste antirazziste di associazioni e movimenti (il manifesto "Troppa (in)tolleranza e nessun diritto", il "No-mafia day"), la reazione del teatro italiano ("Nei ghetti d'Italia questo non è un Uomo"), l'apporto del mondo culturale (i libri di Antonello Mangano e Carlo Rovelli) e universitario (il manifesto antirazzista dell'Università della Calabria). Non è stata tralasciata l'esistenza di una Rosarno coraggiosa e civile, con molte testimonianze dell' ex sindaco ed ex deputato del Pci Peppino Lavorato.

SEQUESTRATI BENI PER 10 MILIONI DI EURO - Venti aziende e duecento terreni, per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro, sono stati sequestrati nel corso dell'operazione.

Nel corso delle indagini gli investigatori hanno compiuto accertamenti patrimoniali nei confronti degli indagati ed hanno potuto ricostruire la quantità di beni mobili ed immobili ritenuti frutto di illecito arricchimento e, soprattutto, funzionale alla realizzazione delle condizioni di impiego di manodopera in nero. Sono state scoperte anche numerose presunte truffe compiute nei confronti degli enti previdenziali.

SFRUTTAMENTO LAVORO PROVOCO' RIVOLTA IMMIGRATI - Lo sfruttamento e le condizioni inique in cui erano costretti a lavorare fu alla base della rivolta degli immigrati avvenuta nei mesi scorsi a Rosarno. E' quanto emerso dalle indagini che hanno portato stamani ad una operazione della squadra mobile, dei carabinieri e dei finanzieri contro il fenomeno del caporalato. Gli investigatori hanno accertato che alla base delle proteste e degli episodi di violenza vi erano le condizioni di assoluta subordinazione in cui versavano gli immigrati finiti nelle mani di persone che li costringevano a lavorare in condizioni inique. Gli immigrati, inoltre, avrebbero subito anche ripetute minacce. I lavoratori extracomunitari erano costretti, infatti, a lavorare mediamente dalle 12 alle 14 ore al giorno ricevendo un compenso di una decina di euro. Gli extracomunitari che si ribellavano subivano ritorsioni e minacce. La rivolta di Rosarno, infatti, fu determinata proprio dal ferimento a colpi d'arma da fuoco di due lavoratori extracomunitari.

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