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Lettori fissi

lunedì 31 maggio 2010

Oggi 1° Giornata nazionale CONTRO L'EDITORIA A PAGAMENTO

Oggi è la 1^ giornata nazionale contro l'editoria a pagamento. Partecipate tutti condividendo questo messaggio.Molti editori pretendono che gli autori paghino 1500/3000 euro per pubblicare un libro, indipendentemente dalla qualità del testo.Questo comporta che per essere scrittori non conta il talento,ma la disponibilità economica in barba all'arte ed alla meritocrazia

É ora di dire basta all'arroganza d'Israele


Attaccare una nave con a bordo aiuti umanitari, per di più in acque internazionali, oltre che essere un atto criminale, evidenzia l'arroganza e la "pretesa" d'impunità dello stato d'Israele. Uno stato ed un governo che pretende che tutto gli sia permesso in virtù della tragedia dell'olocausto vissuta dal poplo ebraico. Mi chiedo, per quanto tempo ancora il mondo dovrà chiedere, implorare perdono per quell'immane tragedia? Essere stati vittime non giustifica però, il diventare carnefici, ed il diritto alla difesa non deve diventare un alibi per i crimini di cui anche Israele si è macchiato e continua a macchiarsi, con la complicità, di una certa parte politica degli USA che più volte ha preferito chiudere un occhio. Se oggi questa notizia, fa più scalpore, più rumore di altri attacchi indiscriminati da parte dei soldati Israeliani, è solo perchè a bordo della nave assaltata c'erano persone di diversa nazionalità, ma non vanno dimenticati i raid verificatisi sul suolo palestinese e di cui si tende a far cadere nell'oblio dopo poche ore. Se Israele oggi, si comporta con tale arroganza, è anche colpa dei governi occidentali, troppo permissivi nei suoi confronti, a causa forse dei sensi di colpa generati dai crimini nazisti; ma se così è, gli stessi governi dovranno sentirsi in colpa per aver fatto in modo che si creassero le condizioni per la "costruzione sociale del martire". Israele si giustifica dicendo che c'erano armi a bordo, certo una volta assaltata la nave, specie se si tratta di un assalto premeditato,non sarà stato difficile per l'esperto esercito, o meglio per l'esperta marina israeliana piazzare armi a bordo. La comunità inbternazionale deve dare un segnale forte, lo deve dare sopratutto ai popoli arabi, sanzionando pesantemente Israele e metterlo difronte alle sue responsabilità. Va processato chi ha compiuto l'atto pratico dell'attacco, ma sopratutto chi ha dato l'ordine di compiere simile massacro. Tali misure vanno prese anche per evitare che qualcuno decida di farsi giustizia da solo,e per giustizia da solo intendo attacchi kamikaze, perchè anche se si trattava di un convoglio internazionale, chi è votato al martirio, chi è votato alla jihad, chi vive l'oppressione d'Israele in prima persona, vede questo atto, come un attacco diretto al popolo di Palestina. Del resto, Hamas non ha perso tempo a chiedere agli arabi e musulmani di tutto il mondo di mobilitarsi. Lo stesso Ahmadinejad ha definito l'azione militare israeliana, disumana, e potete starne certi, lui di disumanità se ne intende. La comunità internazionale deve avere il coraggio di cambiare atteggiamento verso Israele, abbandonare questo assurdo permessivismo che ha fatto crescere la prepotenza e l'arroganza di questo stato nel corso degli anni. Israele, come tutti, paghi per i crimini commessi. Vincenzo Borriello (riportare il link in caso di riproduzione)

sabato 29 maggio 2010

Intervista a Vincenzo Borriello su Mushroom

Una nuova intervista per questo sabato. Risponde Vincenzo Borriello, Autore per i tipi della casa editrice Aurea con il romanzo L'uomo che amava dipingere.

(Si ringrazia Marco Mazzanti per l'intervista che potete leggere anche qui)

1 - Cominciamo con le
presentazioni: chi è Vincenzo
Borriello?

Innanzitutto
grazie per l’intervista. Potrei risponderti banalmente,oltre che in modo
scontato e dirti che Vincenzo è un ragazzo come tanti. Così non è. Odio
l’omologazione e l’appiattimento della personalità. Vincenzo è uno che ama
andare “contro”, sarcastico, polemico che difende a spada tratta le sue idee
anche a costo di pagarne le conseguenze. Questo non vuol dire che sia un ottuso
che usa le sue idee, le sue convinzioni come paraocchi. I dogmi li lascio
volentieri ad altri…che altro dire, sono un fan dell’heavy metal, mi piace sia
ascoltarlo che suonarlo. Come lettore invece molti mi considererebbero “noioso”
o quantomeno considererebbero tali le mie letture. Leggo per lo più saggi, roba
di geopolitica, sociologia…m’interesso anche di argomenti inerenti la
psicologia



2 - Vincenzo Borriello,
autore de L'uomo che amava dipingere, Aurea Edizioni (2010). Un libro
fresco fresco di stampa, che parla di contrasti, lotta contro l'integralismo
religioso, false illusioni e condanne sociali. Presentiamolo ai lettori.

Il libro, che ho definito un romanzo “sociale”, narra delle vicende di Yassir, un
giovane pittore di Teheran. Un artista che vive per la pittura e che vede
l’arte come un ideale, un modo di essere oltre che una forma d’espressione. Un
giorno però alla porta di casa sua bussa la polizia. È accusato di aver
trasgredito la legge sulla “pubblica morale”. Nello specifico, l’accusa è di
aver prodotto materiale pornografico. Il suo “crimine” è stato quello di aver
dipinto una donna nuda. Una legge che effettivamente esiste in Iran e risale al
2007. Grosso modo il provvedimento recita cosi: “Chi sia implicato nella produzione di materiale porno sarà considerato un corrotto della terra". Oltre a questo reato, grazie ad un altro
personaggio, Omar, che Yassir conoscerà in prigione, ho avuto la possibilità di
denunciare un’altra violazione dei più elementari diritti umani. Omar è
detenuto perché è un omosessuale. Così come il “crimine” commesso da Yassir,
anche per i casi di omosessualità in Iran è prevista la pena di morte per
impiccagione…non un impiccagione classica, da quelle parti preferiscono
appendere le persone per il collo issandole con le gru. Non si tratta mai di
esecuzioni singole, ma di gruppi di persone, in piazza di modo che tutti
possano vedere.




3 - Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro? Qual è stato il percorso che ti
ha portato a scegliere l'Iran come scenario principale della vicenda?

Sono stato spinto a scrivere questo libro, dopo aver visto un reportage su alcuni
giovani iraniani. Tra questi vi era anche un pittore che effettivamente ha
avuto guai con la giustizia per aver dipinto un quadro considerato sconcio
dalle autorità. Fortunatamente alla fine questo pittore se l’è cavata pagando
una forte multa. Di conseguenza è stato naturale ambientare la storia in Iran.
Qui finiscono le analogie con Yassir.




4 - Cos'è per te la scrittura e qual è il rapporto con i tuoi personaggi?

La scrittura, ma l’arte in generale, è per me una valvola di sfogo oltre che una
forma di espressione. Che scriva o che suoni (suono chitarra e batteria) è un
modo per liberarmi dello schifo interiore…ecco creare lo paragonerei al
vomitare. Dopo che si vomita ci si sente meglio, poi se vogliamo usare termini più
eleganti,potrei dirti che è un modo per liberarsi delle negatività ma alla fine
il senso non cambia. Per quanto riguarda il mio rapporto con i personaggi, di
certo in Yassir c’è una parte di me, almeno per quanto riguarda il suo essere
anticonformista, mentre gli altri personaggi sono figli del mio modo di vedere
il mondo, ed attraverso di essi cerco di dire cosa per me non va.




5 - In un articolo di cui sei autore, inserito nel tuo blog di myspace, parli
del ruolo determinante, in senso negativo, dei media e in particolare della TV,
costretta in un circolo che oserei dire vizioso, regolato da esigente di
editoriali, quindi di mercato, che dipingono per noi Occidentali il mondo arabo
secondo i suoi stereotipi più classici: barbe lunghe, grida alla vendetta,
folle di fedeli inchinati...
Tutto questo, mi è parso di capire, riassunto in una parola: etnocentrismo…

L’etnocentrismo esisterebbe anche senza certi pennivendoli, credo che anche per il più grande
antropologo sarebbe difficile spogliarsi al 100% del suo etnocentrismo, di
certo però i suddetti pennivendoli aiutano ad incrementare questo
etnocentrismo. A tanti giornali non interessa fare informazione (in Italia
abbiamo tanti esempi di squallidi servi del padrone). Molti giornali e TV altro
non sono che espressione degli interessi degli editori che sono dietro essi.
Editori che hanno interessi, oltre che politici, economici in diversi settori,
incluso il settore delle armi. Per esempio, come a suo tempo fece notare Congiu
in “Informazione e disinformazione di guerra”,
la General Electric, proprietaria della rete televisiva NBC, e
in partnership col colosso informatico Microsoft, in possesso del network
satellitare MSNBC, è anche una delle maggiori società appaltatrici militari.
Purtroppo sembra che le persone assorbano acriticamente qualsiasi informazione
esca dalla scatola luminosa. La Tv è il nuovo vangelo, produce dei modelli, delle categorie di pensiero funzionali al potere costituito e ce li cuce addosso come abiti Lo stereotipo del
musulmano che minaccia l’occidente, fa incassare milioni a questi gruppi
editoriali, la guerra diventa un prodotto per il mercato dell’immaginario
popolare. Se questo da un lato fa arricchire ancora di più i gruppi editoriali,
dall’altro produce intolleranza da parte degli occidentali verso le persone
dell’area Arabo- Persiana. Probabilmente noi oggi, meno di ieri, non siamo in
grado di “esperire l’altro” o quantomeno
abbiamo serie difficoltà nel farlo.



6 - Una domanda ora che mi preme sempre rivolgere ai miei intervistati, perché
tengo molto a sapere cosa ne pensino.
Dunque: si sente spesso dire - è ormai un luogo comune consolidatosi da anni
anche all'estero! - che in Italia si legge poco, ma che di contro si scriva
tanto. Non si sembra un paradosso?

Mah! Un paradosso forse solo fino a un certo punto…che in Italia si legga poco è un
dato di fatto, ci sono elementi statistici che lo dimostrano. Probabilmente se
si escludessero da questi dati, gli autori “costretti” a comprare 150/300 copie
dei propri libri, risulterebbero ancora meno lettori. Mi chiedo, come mai, se
ci sono pochi lettori, abbiamo centinaia di editori? Ti parlo di editori che
nonostante piangano perché dicono che il mercato è in crisi, continuano ad
essere li a stampare libri su libri. Io una mezza idea ce l’ho!



7 - Leggendo nei forum gestiti da autori emergenti, il profano
apprende che l'Italia è piena di case editrici che chiedono contributi:
molte se ne infischiano di curare l'editing, altre, in alcuni casi, no; ma
anche di case editrici che finanziano di propria tasca i loro autori, ma che
poi incontrano grandi difficoltà per promuovere e diffondere il proprio
catalogo. Dei grandi marchi, manco a parlarne: si parte giù prevenuti,
convinti di non ricevere un riscontro. Da autore esordiente, quale sentiero
ritieni essere il più sicuro nella fitta giungla editoriale? Quali consigli
daresti, inoltre, a chi coltivi il sogno di vedere pubblicata una propria
opera?

Il primo consiglio che mi sento di dare è mai, e sottolineo mai, pagare per
pubblicare il proprio libro. Sicuramente tra gli editori che chiedono un
contributo (che poi 2000,00/ 3000,00 euro più che un contributo è una somma
sufficiente a coprire tutti i costi ed a ricavare anche un guadagno) ci sarà
chi svolgerà bene il suo lavoro, ma la maggior parte una volta intascati i
soldi se ne fregherà dell’autore e del suo libro. Molti autori si fanno
prendere troppo dalla fretta secondo me… la prima proposta contrattuale che
ricevono, che statisticamente è sempre a pagamento, (chissà perché gli autori
che chiedono contributi sono sempre più rapidi nella selezione delle opere
rispetto agli editori che non chiedono soldi) l’accettano. State calmi, una
proposta potrebbe arrivarvi anche dopo un anno e se non dovesse arrivare
pazienza, forse il libro non era valido, forse siete stati sfortunati, magari
l’editore in questione ha gia programmato la pubblicazione di libri per i
prossimi due anni. State certi però che se siete disposti a pagare, vi
pubblicano anche la lista della spesa


8 - Progetti in campo?
Al momento ho pronto un nuovo libro, ma non so né quando né se sarà pubblicato, ma non ho
nessuna fretta anche perché ora devo promuovere L’uomo che amava dipingere. Si
tratta di un thriller comunque. Sto scrivendo in questi giorni un romanzo
nuovo, ma per quest’ultimo è davvero troppo prematuro parlarne. Posso solo dire
che uno degli elementi fondamentali del librò sarà uno specchio. Ti ringrazio
per l’intervista, saluto te ed i lettori del tuo sito

venerdì 28 maggio 2010

Aggiornamenti sul libro in lavorazione di Vincenzo Borriello

Sto lavorando al mio nuovo libro.La stesura è a buon punto e non vedo l'ora di iniziare a spedirlo in giro per i vari
editori.Spero solo di non farmi prendere troppo dalla fretta di finire. É come quando ti trovi su di un rettilineo per lo sprint finale desideroso di tagliare quanto prima il traguardo

Berlusconi gioca allo scarica barile


La difesa della manovra da 24 miliardi varata dal governo per fronteggiare la crisi, da parte di Berlusconi, si trasforma in modo del tutto fuori luogo, in un nuovo spot pubblicitario a propio uso e consumo. Gioca allo scaricabarile il premier che ha ragione quando dice che la crisi è stata provocata dalle speculazioni, e sarebbe il caso di chiarire quanto prima le posizioni di Verdini, Scajola, Bertolaso e company volendoci limitare alla crisi Italiana. Scade in una ridicola propaganda quando incolpa la sinistra ed i govenni passati degli anni 80 per la disastrosa situazione economica del nostro paese. Sia chiaro, la sinsitra avrà sicuramente delle colpe, così come i governi della vecchia Repubblica, di cui ricordo al premier ne ha fatto parte un certo Bettino Craxi, suo caro amico. É un po come se Berlusconi volesse dire (e lo dice) "prima di me il nulla". L'Italia, ancor di più in questo difficile periodo, non ha bisogno delle autocelebrazioni del premier, non è così che si esce da questo fango in cui ci siamo impantanati. Parla dell'evasione fiscale al sud il premier, come se nel nord Italia, dove sono concentrate il maggior numero di aziende e professionisti e yacht, ci fossero tutti bravi cittadini, ma si sà, il tributo alla lega va sempre pagato, ad ogni occasione. Poco importa se Bossi "minacci" la guerra civile se si tocca la provincia di Bergamo. Veniamo appunto all'eliminazione delle province, perchè questo aspetto mi pare fosse uno dei punti del programma di governo insieme alla riduzione dei parlamentari. Quale occasione migliore di questa per eliminare tutte le province?Si è scelta una strada diversa, quella di un taglio parziale invece di un taglio netto, il che rende chiaro che il governo, forse per un dictat della lega, non eliminerà mai tutte le province con conseguente ulteriore sperpero di denaro per garantire le poltrone a qualcuno. Che dire del taglio (simbolico) degli stipendi dei parlamentari, che sia inteso, non è certamente il compenso di questi signori che incide significativamente sulla crisi.Una misura adeguata sarebbe stata tagliare si oggi del 5% gli stipendi, ma andava inserita una norma che prevedeva il taglio di almeno il 40% sugli stipendi dei parlamentari per la prossima legislatura, che visto sopratutto il diffuso assenteismo, sarebbe anche poco. Vorrei tornare ancora una volta sull'evasione fiscale e vorrei che qualcuno mi spiegasse, cosa vuol dire, quando s'inserisce in una manovra finanziaria, la voce "LOTTA ALL'EVASIONE FISCALE"? in termini concreti, e per concreti parlo di soldi recuperati, cosa vuol dire?Quale somma di denaro entrerà con certezza matematica, e ripeto matematica, nelle casse dello stato? Sopratutto quale risorse sono e saranno impiegate per questa lotta contro l'evasione?Vorrei lanciare un'idea, o se preferite una provocazione. Se i circa 6,3 miliardi destinati alla costruzione del ponte sullo stretto di Messina ( che vista la situazione non so che fine farà il progetto), fossero destinati a finanziare la lotta all'evasione fiscale, non si avrebbe, alla lunga, un ritorno economico significativo? Aggiungo un ultima cosa, tra i tagli che andrebbero fatti, bisognerebbe includere la cancellazione di tutti gli eventi quali parate militari,esibizioni delle frecce tricolore, feste della polizia, carabinieri ecc. Che all'atto pratico non servono a nulla a parte bruciare soldi pubblici

Vincenzo Borriello
(per la riproduzione riportare il link)