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mercoledì 5 maggio 2010

Sciopero in Grecia, tafferugli davanti al parlamento Le vittime in un palazzo che ospita una banca


ATENE - Sono tre i morti in seguito agli incidenti odierni in una banca di Atene, la Martin Egnatia Bank nel centro della citta'. Mentre quattro persone sono state estratte ancora vive dall'agenzia. Lo riferiscono fonti della polizia riportate dalla France Presse. La banca e' stata attaccata con ordigni incendiari durante gli incidenti ai margini delle manifestazioni di oggi contro il piano di austerita'. Altri edifici sono in fiamme nel centro della citta'. Secondo i vigili del fuoco incendi sono stati appiccati anche un edificio della provincia e a uno delle imposte.
La polizia ha risposto con gas lacrimogeni all'attacco di gruppi di giovani ai margini della manifestazione contro il piano di austerità. Secondo fonti giornalistiche incidenti sono avvenuti anche a Patrasso e Salonicco. Giovani a faccia scoperta continuano ad attaccare davanti al parlamento ateniese la polizia con lanci di pietre e di bombe molotov. Gli agenti rispondono con brevi cariche. Non ci sono notizie di feriti o fermi. Gli incidenti più gravi sono segnalati a Patrasso dove la polizia ha fatto uso più volte di bombe lacrimogene contro gruppi di dimostranti violenti ai margini delle manifestazioni ufficiali che hanno anche dato fuoco a cassonetti dell'immondizia. Incidenti non gravi a Salonicco, a Ioannina e a Corfu.

Fonte

giovedì 22 aprile 2010

La giustizia (sportiva) non è uguale per tutti: Le incoerenze del CASMS

La recente decisione del giudice sportivo Tosel di punire con un’ammenda di 40.000, euro le società di Roma e Lazio a seguito dei gravi episodi di violenza verificatisi all’interno dello stadio Olimpico ed al suo esterno, dove si è sfiorata la tragedia (3 persone accoltellate, di cui uno alla gola ed una donna con due bambini tratti in salvo dall’auto in fiamme) ha il sapore della beffa, della presa in giro. Episodi ben meno gravi, in passato, anche recentissimo, sono stati puniti dallo stesso giudice con squalifiche del campo. Misure queste che non sono mai state adottate contro la tifoseria giallorosa che spesso si macchia di atti violenti. C’è da chiedersi perché gli organi di giustizia sportiva sono indulgenti con alcuni e severi fino all’esasperazione con altri. Ancora più grave, perché esula dalle competenze della giustizia sportiva, l’operato del CASMS Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, presieduto oggi dal ministro degli interni Maroni. Il CASMS ha, o avrebbe, lo scopo di impedire che si verifichino condizioni di potenziali incidenti tra opposte tifoserie. Una di queste misure è vietare le trasferte dei tifosi per le partite considerate a rischio. Oggetto di tali provvedimenti sono stati in particolare i tifosi del Napoli, con i quali, più di tutti si è avuta la famosa tolleranza zero. Sebbene fatti oggettivi, (non mi riferisco al solo campionato in corso) hanno dimostrato che una parte della tifoseria romanista costituisce un costante pericolo per l’ordine pubblico, su quest’ultima il CASMS non ha mai preso provvedimenti concreti, cosa che invece ha fatto con altre tifoserie. Mi chiedo il perché di tale disparità di trattamento. Quali sono i reali interessi in gioco, se anche i mezzi d’informazione, tendono ad occultare notizie riguardanti incidenti che vedono protagonisti i supporter giallo-rossi, dedicando all’episodio (che poi episodico non è) un misero trafiletto in un angolo recondito delle pagine del loro giornale? Perché i media tendono, talvolta, anche ad ingrandire i problemi causati dai supporter del Napoli, sbattendo il”mostro” in prima pagina, ed a nascondere le malefatte dei romanisti? Quali sono i veri interessi che si nascondono dietro certe inspiegabili decisioni? Perché il CASMS, piuttosto che vietare le trasferte a laziali e romanisti, ha preferito dare il via libera a tutte le tifoserie di seguire la squadra del cuore anche per incontri considerati ad alto rischio fino a pochi giorni fa dallo stesso organo del Viminale ? Cosa c’è dietro questo strano intreccio tra organismi politici, giustizia sportiva ed una parte degli organi d’informazione? Domande queste, che meritano risposte

Vincenzo Borriello