Benvenuti sul blog di Vincenzo Borriello, autore del romanzo "L'uomo che amava dipingere" (Casa editrice Aurea).Questo spazio non sarà dedicato solo alla promozione del mio libro,ma sarà uno spazio d'informazione con approfondimenti (o se preferite,articoli) su fatti di cronaca,attualità e società. Buona lettura
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Ci risiamo con gli attacchi a Saviano, il mandante è sempre lo stesso, inutile dire il nome;sapete tutti a chi mi riferisco, ma voglio darvi un indizio. Non si tratta di Francesco Schiavone, ne di un qualsiasi altro affiliato ai Casalesi. L'esecutore materiale? Emilio Fede. Si propio lui, colui che dirige l'organo di partit... pardon colui che dirige il TG4...ma guarda non volendo ho fatto lo stesso giochetto che ama fare Fede, ossia quello di dire una cosa, la cosa che è il messaggio principale che vuol far passare, e subito dopo, correggersi, quando però ormai il messaggio è ormai giunto chiaro è forte. Eccone un esempio recentissimo propio a proposito di Saviano «...ha scritto dei libri contro la camorra, ma lo ha fatto tanta altra gente, senza fare clamore, senza andare sulle prime pagine, senza rompere... scusate, volevo dire senza disturbare la riflessione della gente che ha capito bene...»
Ha ragione Fede quando dice che Saviano non ha scoperto la camorra, è verissimo, ma il problema di fondo è che c'è chi la camorra, la mafia, vuole occultarla. Da giornalista (peccato basti avere una tessera per definirsi tali) dovrebbe peroccuparsi di chi la camorra la occulta, non di chi la denuncia. Forse per capire a fondo il problema, bisognerebbe vivere certi contesti ed in certi contesti. Vedere le attività commerciali chiudere per non pagare il pizzo, essere minacciati di morte, vedere l'auto bruciare sotto casa, essere svegliati nel pieno della notte dal fragore di un'esplosione ed restare esterrefatti al mattino quando si scopre che quello scoppio così forte è avvenuto a diversi km di distanza...e ti chiedi come sia stato possibile aver avvertito quel botto, in maniera così nitida e cosi forte al punto tale da svegliarti. La camorra non la si può capire leggendo le notizie sul giornale stando in una comoda e lussuosa villa alla periferia chic di Milano. Eppure do ancora una volta ragione a Fede, quando dice che ci sono stati magistrati morti (sono anche loro toghe rosse?) per combattere la camorra e la mafia.Ecco perchè sarebbe interessante sapere cosa ha da dirci Ciancimino, ecco perchè fa rabbrividire la frase di Borsellino quando dice a sua moglie: «Forse saranno i mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri.» É sempre una questione di "mandanti". Saviano non è un eroe, nessuno lo dice, Saviano è uno scrittore, ma in questo paese scrivere...scrivere liberamente...scrivere in modo critico, scrivere in modo non allineato all'attuale maggioranza di governo diventa ogni giorno che passa sempre più difficile; forse più difficile della lotta alla mafia. Un'ultima cosa, un mio pensiero personale sul giornalismo, o meglio sull'essere giornalisti. Per me, fare il giornalista non vuol dire leggere le notizie scritte su di un foglio davanti a delle telecamere, fare ciò è qualcosa di simile a quello che fa un'annunciatrice quando annuncia i programmi della serata. A leggere sono capaci tutti, ma fare il giornalista è ben altro ed avere una tessera dell'ordine dei giornalisti non basta.
Il premier ha affermato: ”la mafia italiana è la sesta al mondo, ma è quella più conosciuta”. Se l’è presa con la fiction “La piovra” e con Saviano, autore di Gomorra, edito dalla sua Mondatori, colpevoli, a suo dire di pubblicizzare la Mafia, dimenticando evidentemente che Mediaset ha prodotto fiction del calibro de “Il capo dei capi”, “Ultimo” ed altre sul teme Mafia. Queste opere a suo dire, farebbero fare brutta figura all’Italia…queste opere, non certi festini di cui si è parlato tanto qualche mese fa…ed è ancora Saviano a far fare brutta figura all’Italia con il suo Gomorra, non la sponsorizzazione di Berlusconi per un ruolo di Kapò in un film per il deputato dello SPD, Shulz. Il premier cade in contraddizione poi, quando spiattella cifre sulle migliaia di beni sequestrati alla malavita organizzata, il numero degli arrestati affiliati ai clan…seguendo il suo ragionamento, questo non è pubblicizzare la Mafia? Affermare che sono stati sottratti oltre 10 miliardi ai clan malavitosi, non è pubblicizzare il crimine organizzato? Berlusconi dovrebbe sapere che il non parlare di Mafia, il non denunciare la sua esistenza ha un nome preciso: omertà. È proprio sull’omertà che la mafia ha costruito la sua forza. Caro primo ministro, il non parlare di una cosa, non la fa sparire come per magia. A sentir parlare i membri del governo, sembra cha siano loro a fare indagini che durano anni, non i magistrati, e sembra che siano sempre loro a fare i blitz per arrestare i latitanti, non la polizia. Ma così non è. Nella lotta alla Mafia hanno un ruolo fondamentale chi indaga, chi denuncia non chi dopo un arresto va davanti alle telecamere a prendersi il merito. All’estero ci chiamavano mafiosi e delinquenti molto prima di Gomorra, perché eravamo immigrati, stranieri in terra straniera e se la mafia era un fenomeno italiano, tutti gli italiani immigrati erano mafiosi, cosi come oggi, per tanti Italiani, gli immigrati sono delinquenti. Continuiamo ad non imparare nulla dal passato, dalla nostra storia. Se la mafia italiana è la più conosciuta all’estero questo è solo un bene, perché per sconfiggere un nemico, bisogna conoscerlo a fondo. Chi sceglie il silenzio è dalla parte della Mafia.