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mercoledì 25 agosto 2010

Dal Berlusconismo al Berlusconesimo


Mi sono reso conto che parlare di Berlusconimo risuolta essere in qualche modo inadeguato, se rapportato a quello che è ormai diventato oggi Silvio Berlusconi. Il Berlusconismo rappresenta solo una prima fase della sua evoluzione. dell'evoluzione della sua figura nel processo di personalizzazione ed impersonificazione della politica che egli stesso ha lanciato, sostituendo al partito, l'uomo. La fase successiva, quella nuova che ha avuto inizio molto tempo prima che ne prendessi coscienza e che in qualche modo giustifica la longevità politica del Cavaliere, è la fase che ho definito Berlusconesimo. Perchè Berlusconesimo? Perchè a mio avviso il berlusconismo ha inesorabilmente preso i connotati tipici della religione. Come ha sottolineato Durkheim, ogni società richiede l'esistenza di alcuni insiemi di credenze condivise. La religione soddisfa queste esigenze, ma ad essa possono sostituirsi, o anche semplicemente affiancarsi altri sistemi di credenze equivalenti, ossia che possono svolgere le stesse funzioni delle religioni, fino ad essere considerati religioni. Il Berlusconesimo, così come poteva essere il comunismo con Marx, ha un suo fondatore, un suo profeta, ossia Berlusconi, ai testi sacri ha sostituito le TV, i TG condotti dai suoi discepoli che diffondono il suo verbo (per non dimenticare i giornali), le sue parabole. Quando ha firmato durante la trasmissione "Porta a Porta" il patto con gli elettori è statto qualcosa di simile a Mosè (nel caso specifico Bruno Vespa) che ha ricevuto le tavole dei 10 comandamenti da Dio.Come molte religioni ha i suoi santi, coloro che hanno subito il martirio, come Dell'Utri, Cosentino, Scajola, Verdini ecc. perseguitati dalla magistratura perchè colpevoli di essere "Berlusconesi". Egli stesso tende a dipingersi come un martire, un perseguitato dalla magistratura che ama chiamare "toghe rosse". In fine, come tutte le religioni tradizionali, il Berlusconesimo rivendica il possesso della verità ultima e considera falso tutto il resto, tutte le altre idee, tutte le altre concezioni alternative. Il Berlusconesimo cerca di spiegare tutte le sofferenze dell'Italia, addossando la colpa a giudici, comunisti (seppure non siano presenti neanche in parlamento), stampa non allineata al suo volere, ed al tempo stesso, offre la prospettiva di un mondo migliore, un mondo senza tasse, un mondo fatto di ricchi, un mondo fatto di veline per tutti. Il berlusconesimo, come tutte le religioni si fonda sui dogmi, e la gente, o meglio, gli elettori di Berlusconi dogmaticamente votano per lui, perchè solo chi è accecato dalla fede, al punto tale da non riuscire a vedere l'evidenza dei fatti, può continuare ad osannare questo falso profeta

Vincenzo Borriello
(riportare il link in caso di riproduzione)

sabato 8 maggio 2010

Ai nostri ministri piace guardare la TV

Si ha l'impressione che gli esponenti del nostro governo passino più tempo a guardare la tv che a lavorare per evitare che l' Italia faccia la fine della Grecia. Sembra inoltre che siano più preoccupati dell'immagine che si ha dell'Italia, che della sostanza. Infatti, negli ultimi tre gioni pare che, nonostante gli innumerevoli problemi da fronteggiare, (anche se il grade capo continua a dire che va tutto bene) esponenti del governo abbiano avuto il tempo di rilassarsi davanti la TV. Berlusconi a proposito del programma "Parla con me" della Dandini ha detto durante il consiglio dei ministri, che dovrebbe essere incentrato esclusivamente sui problemi del paese, «Come al solito, una trasmissione pagata con i soldi pubblici si diletta ad aggredire il governo.» É il caso di dire che un consiglio dei ministri, con ministri pagati profumatamente con soldi pubblici, si diletta a parlare di programmi televisivi; mi chiedo se abbiano avuto anche il tempo di parlare del prossimo allenatore del Milan. Non è tutto, il ministro del Turismo Micaela Brambilla, riferendosi alle anticipazioni mandate in onda durante Anno Zero, del film documentario "Draquila" di Sabina Guzzantiha detto: «Mi riservo di dare mandato all'avvocatura dello Stato per i danni che queste immagini potrebbero arrecare al nostro paese.» Vorrei chiedere...anzi forse tutti dovremmo chiedere alla signora ministro, noi Italiani, quelle stesse persone che a differenza sua e dei suoi colleghi ministri, abbiamo un futuro incerto (per non dire che il futuro non ce lo abbiamo) a chi dovremmo dare mandato per i danni d'immagine che ha avuto il nostro paese per le vicende dei "party" con giovani ragazze tenutesi nelle innumerevoli case del Presidente del consiglio? Fa un certo effetto pensare che mentre per l'uomo che dovrebbe risolvere i gravi problemi del nostro paese, una notte di divertimento puo valere anche 2000,00 euro (se non di più) quando con una somma del genere, una famiaglia media, se è fortunata, ci deve vivere, o forse sarebbe il caso di dire sopravvivere, per due mesi. Poi c'è Bondi che declina l'invito al festival di Cannes, non perchè è impegnato con tutte le sue forze a trovare una soluzione ai problemi della gente che paga il suo stipendio, semplicemente declina l'invito perchè, parole sue: «il ministro della Cultura annuncia di aver declinato l'invito a essere ospite sulla Croisette. Motivo del forrfait: il "rincrescimento" e lo "sconcerto" per "la partecipazione di un'opera di propaganda, Draquila, che offende la verità e l'intero popolo italiano.» Personalmente non mi sento offeso, eppure sono italiano. Trovo invece poco educato rifiutare un invito ufficiale da parte di un festival così prestigioso. Cari ministri, signor presidente del consiglio, visto che vi piace tanto guardare la tv, vi consiglio un bel reality, L'isola dei cassaintegrati, l'unico programma che rischia di avere più partecipanti che telespettatori.

Vincenzo Borriello

martedì 4 maggio 2010

Anche i ministri soffrono, parola di Scajola


«Sto vivendo da dieci giorni una situzione di grande sofferenza» sono le parole dell'ormai ex ministro Scajola, dimissionario (era ora) per il presunto acquisto di un appartamento a Roma pagato con soldi in nero. Non intendo stare qui a dire se Scajola sia innocente o meno. Non sono un magistrato, e riconosco all'ex ministro il diritto di essere considerato innocente fino a prova contraria. Quello che non capisco, però, sono certe affermazioni :«Un ministro della Repubblica, non può sospettare di abitare in una casa in parte pagata da altri.» Cosa vuol dire sospettare? Credo che se una persona vada a comprare un bene qualsiasi, sa se lo paga di tasca sua o meno, a maggior ragione se si tratta di un bene dal valore di diverse centinaia di migliaia di euro. Immaginate la scena; siete al alla guida di un auto. La polizia vi ferma per un controllo di routine e vi chiede: è sua questa macchina? Cosa rispondereste? «Non lo so mi faccia fare mente locale, sa... potrei averla acquistata io ma ora che mi ci fa pensare potrebbe essere che l'abbia pagato qualcun altro al mio posto in un eccesso di generosità. Che vuole che le dica, con tanti soldi che mi girano in tasca si fa fatica a capire quali sono i miei e quali no...» A quel punto cosa dovrebbe fare il poliziotto?

A) Se siete un ministro, il poliziotto potrebbe lasciarvi andare non prima di avervi consegnato un biglietto con le sue generalità. Conoscere un politico è sempre utile se si vuole essere trasferiti vicino casa

B)Se siete dei poveri cristi, il poliziotto potrebbe voler andare in fondo alla faccenda e fare degli accertamenti approfonditi su di voi. Capire di chi sia l'auto, come ve la siete procurata.

C) Beccate il poliziotto permaloso, collezionista di dvd e gadget vari di Rambo e l'ispettore Callagan. Incazzato nero perchè al G8 di Genova hanno mandato tutti tranne lui. Memore delle parole dette da Scajola: «Tolleranza zero»,vi afferra per le orecchie e vi fa uscire fuori attraverso il finestrino, dopo di che vi mena intonando faccetta nera

Spero per voi che siate dei ministri, tanto per non passare un brutto quarto d'ora. Un'altra cosa che mi chiedo è perchè ogni volta (succede di raro per la verità) che qualcuno presenta le dimissioni, Berlusconi invita ad andare avanti. Ancora di più, mi chiedo, perchè tutti questi signori ci tengono sempre a precisare che il grande capo,nella sua immensa bontà, invita il dimissionario a restare. Forse Berlusconi teme che accettando le dimissioni aumenti il tasso di disoccupazione? Tranquillo sign. on. gran. President del Consiglio non accadrà questo. Con tanti disoccupati chi vuole se ne accorga che ce ne sia uno in più; poi se i dati statistici sull'occupazione li rilevano i suoi sondaggisti (che sicuramente sapranno la differenza tra un sondaggio ed un'indagine statitica campionaria) di che si preoccupa?

Vincenzo Borriello

venerdì 23 aprile 2010

Bossi a Berlusconi:Caccia Fini o ti lascio solo.Il ricatto della lega


La recente diatriba (ma sarebbe più corretto chiamare scontro) tra Berlusconi e Fini, ha fatto si che Bossi venisse allo scoperto mostrando chi davvero comanda nel governo. La dichiarazioni del leader legista sono state forti: «Governo verso il crollo, Fini è un gattopardo da sbattere fuori!» dichiarazioni che assumono i toni del ricatto se considerate insieme ad altre parole dette da Bossi: «Siamo davanti ad un crollo verticale del governo e probabilmente della fine di un'alleanza, quella tra il Pdl e Lega.» Il messaggio dell’”imperatore padano”, è chiaro: o Berlusconi caccia Fini oppure saltano gli accordi sulla riforma della giustizia, tanto cara al premier. Non è difficile ipotizzare che il litigio di ieri (22 aprile) fosse stato premeditato da Berlusconi per mettere il presidente della camera con le spalle al muro, forte anche del fatto che molti esponenti dell’ex AN pare siano orientati a restare nel PDL. Il piano è quello di isolare Fini le cui aperture verso gli immigrati non sono viste di buon occhio né dalla lega, come è ovvio, ma nemmeno da quella parte di ex AN che non dimentica le sue radici destroidi, nell’accezione più negativa del termine. Se a tutto ciò aggiungiamo le perplessità, per usare un eufemismo, del presidente della camera sulle proposte di riforma della giustizia al varo di Alfano, con l’occulta (ma non tanto occulta) regia di Ghedini, risulta chiaro che Fini non sia più gradito all’interno del PDL. Sul versante PD intanto Bersani si aspetta un’ulteriore paralisi nell’azione del governo, che ovviamente danneggerà il nostro paese. C’è da chiedersi, alla luce di quanto accade nel PDL, se il PD è pronto ad affrontare eventuali elezioni anticipate. Stando ai recenti risultati politici, forse il ritorno al voto non sarebbe auspicabile, per Bersani e & company. Quello che emerge, è che in Italia il bipolarismo si è rivelato una chimera. L’idea di due soli grandi partiti a contendersi lo scettro è fallita prima ancora di nascere. A dimostrarlo le continue spaccature sia a destra che a sinistra. Il voler importare un modello bipolare sulla falsariga, di quello americano (escludendo ovviamente la struttura federalista degli USA ed il sistema presidenziale ), estraneo alla cultura politica italiana, che da sempresi è distinta per l’eterogeneità della sua scena politica, si è dimostrato un buco nell’acqua, non risolvendo quei problemi di stabilità di governo che con il bipolarismo, ci si era illusi di superare.

Vincenzo Borriello

sabato 17 aprile 2010

QUANDO IL GOVERNO INCITA ALL’OMERTA’


Il premier ha affermato: ”la mafia italiana è la sesta al mondo, ma è quella più conosciuta”. Se l’è presa con la fiction “La piovra” e con Saviano, autore di Gomorra, edito dalla sua Mondatori, colpevoli, a suo dire di pubblicizzare la Mafia, dimenticando evidentemente che Mediaset ha prodotto fiction del calibro de “Il capo dei capi”, “Ultimo” ed altre sul teme Mafia. Queste opere a suo dire, farebbero fare brutta figura all’Italia…queste opere, non certi festini di cui si è parlato tanto qualche mese fa…ed è ancora Saviano a far fare brutta figura all’Italia con il suo Gomorra, non la sponsorizzazione di Berlusconi per un ruolo di Kapò in un film per il deputato dello SPD, Shulz. Il premier cade in contraddizione poi, quando spiattella cifre sulle migliaia di beni sequestrati alla malavita organizzata, il numero degli arrestati affiliati ai clan…seguendo il suo ragionamento, questo non è pubblicizzare la Mafia? Affermare che sono stati sottratti oltre 10 miliardi ai clan malavitosi, non è pubblicizzare il crimine organizzato? Berlusconi dovrebbe sapere che il non parlare di Mafia, il non denunciare la sua esistenza ha un nome preciso: omertà. È proprio sull’omertà che la mafia ha costruito la sua forza. Caro primo ministro, il non parlare di una cosa, non la fa sparire come per magia. A sentir parlare i membri del governo, sembra cha siano loro a fare indagini che durano anni, non i magistrati, e sembra che siano sempre loro a fare i blitz per arrestare i latitanti, non la polizia. Ma così non è. Nella lotta alla Mafia hanno un ruolo fondamentale chi indaga, chi denuncia non chi dopo un arresto va davanti alle telecamere a prendersi il merito. All’estero ci chiamavano mafiosi e delinquenti molto prima di Gomorra, perché eravamo immigrati, stranieri in terra straniera e se la mafia era un fenomeno italiano, tutti gli italiani immigrati erano mafiosi, cosi come oggi, per tanti Italiani, gli immigrati sono delinquenti. Continuiamo ad non imparare nulla dal passato, dalla nostra storia. Se la mafia italiana è la più conosciuta all’estero questo è solo un bene, perché per sconfiggere un nemico, bisogna conoscerlo a fondo. Chi sceglie il silenzio è dalla parte della Mafia.

Vincenzo Borriello