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Lettori fissi

venerdì 3 settembre 2010

Invia il tuo curriculum al Papa

Sentir dire da uno che ha il posto fisso ben retribuito (il Papa), rivolgendosi ai giovani, che il suddetto posto fisso non è tutto e che è più importante il vangelo, fa ribrezzo. Per secoli i popoli sono stati schiavizzati con testi sacri ed eserciti, e le parole del pontefice, che continua a proporre la preghiera come soluzione di tutti i mali, altro non sono che cannonate sparate su di una generazione che vede negato il futuro ed il diritto alla realizzazione personale. Se alla banca vaticana al posto degli assegni accettano il vangelo, io non lo so. Quello che so per certo è che fuori dallo stato vaticano ancora si usa l'euro. É per questo che invito tutti i precari, i disoccupati e gli inoccupati a faxare il proprio curriculum vitae alla prefettura della casa pontificia al numero 06.69885863

Maroni e la favola dei 100 latitanti più pericolosi

Quante volte leggendo notizie di cronaca nera ci è capitato d'imbatterci nella frase : « Tizio nserito nell'elenco dei primi 100 più pericolosi latitanti italiani»? Io mi ci sono imbattuto tantissime volte, anche questa mattina, quando ho eltto la notizia dell'arresto di tale Eduardo Pariota. Ad essere sincero diverse volte in passato sententdo il ministo degli interni pavoneggiarsi di questi famigerati arresti eccellenti (come se avesse compiuto lui le indagini e il conseguente arresto. Ve lo immaginate Maroni con un mitra in mano fare un blitz in un covo di mafiosi senza scrupoli?), volevo togliermi lo sfizio di verificare se la persona arrestata fosse veramente nell'elenco citato. Oggi l'ho fatto finalmente. Sono andato sul sito del minitero dell'interno e purtroppo è presente solo l'elenco dei prima 30 latitanti più pericolosi, o meglio nell'elenco di latitanti ce ne sono 16, perchè evidentemente i mancanti 14 saranno stati arrestati o chi sa. Decido di fare una verifica, vado alla funzione "cerca" e scrivo un nome a caso preso dall'elenco dei sedici latitanti: tale Cabeddu Attilio. Salta fuori la sua scheda, è ricercato dal 97 per non aver fatto rientro, al termine di un permesso, nella Casa Circondariale di Badu è Carros (NU), ove era ristretto, per sequestro di persona, omicidio e lesioni gravissime. Ritorno alla funzione "cerca" ed inserisco il nome di Eduardo Pariota...non ci crederete, in tutto il sito non esce una sola informazione su di lui. Naturalmente mi sono mosso prima che il sito del ministero potesse essere aggiornato, ma se questo famigerato elenco dei 100 latitanti più pericolosi esistesse, il nome dell'arrestato sarebbe dovuto saltare fuori, seppur ancora come semplice latitante. Così non è stato. Il mio sospetto è che quest'elenco sia come dire, molto flessibile, nel senso che ogni volta che si esegue l' arresto di un ricercato, il governo si fa il suo bello spot pubblicitario dicendo che tizio era nell'elenco dei 100 latitanti più pericolosi. Sarebbe il caso, forse, che si mettesse sul serio questo elenco dei 100 latitanti, e non solo quello dei 30 (che poi sono 16)

Vincenzo Borriello
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giovedì 2 settembre 2010

Consigliere provinciale PDL dichiara:Se abbassi la mutanda si alza lauditelle


Nelle ultime ore circolano insistenti voci sul tentativo di boicottare da parte dei Berlusconiani, il comizio di Fini che si terrà domenica alla festa tricolore di Mirabello. Stando sempre aquello che si sente dire in giro, a capo dei boicottatori ci sarebbe Vittoria Brambilla (minitro del turismo, che forse consapevole di non aver fatto un buon lavoro ha preferito fare le sue vacanze in francia - un bello spot per le nostre località turistiche, non c'è che dire!). Ovviamente il ministro turista ha smentito (non la vacanza in francia, ma i suoi intenti di contestare Fini), fatto sta che il Secolo IX avrebbe trovato un testimone che conferma di aver ricevuto una telefonata dove gli si chiedeva di organizzare un pulman di 50 ragazzi per andare a contestare Fini. Il testimone in questione è tale Vitale Mattera. Ora non m'interessa di parlare di questa vicenda,perchè sicuramente lo faranno gia in tanti. Voglio invece spostare l'attenzione su chi avrebbe fatto la telefonata a Mattera. Se le dichiarazioni di Mattera sono vere, la telefonista sarebbe Francesca Pascale, definita dallo stesso Mattera una berlusconiana DOC( pare sia stata ospite di Villa Certosa). Lo so il nome (per fortuna) non vi dice nulla. La Pascale è consigliere provinciale per il PDL con delega ai grandi eventi (tra i grandi eventi evidentemente rientrano l'organizzazione dei pulman per il comizio di Fini e magari anche quelli per il pellegrinaggio a Montevergine, San Gerardo, e Pietralcina), oltre che la creatrice del comitato «Silvio ci Manchi» (ha dichiarato: adoro Silvio e punto a Montecitorio). Ha condotto una campagna elettorale, ma nessuno si ricorda cosa abbia mai detto, dei suoi discorsi elettorali non se ne trovano traccia. L'unica frase per cui la Pascale sembra essere famosa è la seguente:«Se abbassi la mutanda si alza lauditelle...».Questo cantava la Pascale nella sigla di un programma che per fortuna si vedeva solo in campania Telecafone (il nome dice tutto). Tranquilli vi delizierò con il video di questa show girl, così capirete com'è messa la politica in Campania ed in Italia



Vincenzo Borriello
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mercoledì 1 settembre 2010

La donna che sussurrava agli specchi (anteprima del mio ultimo lavoro)

«Schh! – Sibilò portando il dito indice alle labbra – siamo in chiesa, parli piano, anzi sarebbe educato non parlare affatto. Il silenzio qui è d’oro, il silenzio qui è sacro. Siamo nella casa del signore, colui che tutto vede e tutto sa. Lui ci guarda…che lo faccia dall’alto dei cieli o dall’alto della croce, o persino dalla profondità degli abissi, lui ci scruta…ci osserva sempre, affinché si accerti che tutto sia fatto in suo nome, ed in nome di suo padre Dio onnipotente. Rendo grazia a lui anche per ciò che non capisco, anche per ciò che ai miei occhi sembra ingiusto, malvagio…sbagliato, perchè se è per sua volontà, sbagliato non è»Colei che era ormai diventata Meredith, se ne stava seduta su di una scomoda panca insieme ad altri fedeli. Dal pulpito un giovane prete officiava la messa. La sua voce, che echeggiava in quel luogo sacro, infondeva serenità nell’animo dei presenti che su invito del parroco rendevano grazia a Dio. L’odore d’incenso pervadeva, fino alla nausea, come a voler coprire il puzzo del peccato, quel luogo gremito di “timorati di Dio” nell’inutile ricerca della salvezza della propria anima. Un’anima che infondo, per tutti loro, è marcescente ed agonizzante da tempo immemore. Eppure sono lì, sono tutti quanti lì, religiosamente, diligentemente, in silenzio, pronti a parlare solo quando il prete ordina loro di farlo, convinti che basti poggiare le loro grasse e blasfeme chiappe su quelle misere panche in legno, per sentirsi apposto, in pace, con Dio e se stessi…con Dio e con il mondo intero. Ingurgitano famelicamente ed avidamente il corpo di Cristo, attenti che nessuno possa sottrarne ad essi anche solo un misero pezzo, e ne bevono, come vampiri, il suo sangue dal calice in oro e pietre preziose, dal santo graal che di esso, del sacro sangue n’è colmo fino a traboccare, cosi come trabocca dalle loro fetide bocche a causa della loro avida e bramosa sete del prezioso nettare di cui ne sono ebri. Il parroco dall’alto dell’altare sacrificale sporco di sangue innocente e di lacrime d’infanti battezzati, guarda, con il suo occhio inquisitorio, ma con immensa soddisfazione, lo svolgersi ed il ripetersi all’infinito del rito liturgico della comunione. Ammira i fedeli accanirsi sul corpo del loro salvatore, divorarne le carmi, smembrarlo fino all’osso e lavarsi con il sangue i peccati; certi della salvezza. Quale infausta sorte per questo gregge di pecorelle smarrite il cui pastore ha le fattezze di un lupo e dinnanzi ad esso sono genuflesse in attesa di donarsi a Dio per intercessione del prete. Meredith era in fila, con gli altri fedeli che avevano partecipato alla messa, in attesa di ricevere l’ostia dopo aver confessato i suoi peccati, sebbene non fosse chiaro, quali peccati poteva aver mai commesso una ragazzina di tredici anni. Era lì di fronte al prete e lentamente aprì la bocca. «Il corpo di Cristo» disse il giovane sacerdote e Meredith ebbe la sua dose settimanale di salvezza. Satolla della grazia di Dio, Meredith fece ritorno alla sua umile dimora insieme alla madre ed al padre che erano con lei a partecipare alla messa domenicale. Entrò nella sua stanza e segnò con un’altra ics il calendario posto sul comodino. Di quelle crocette, fatte con la penna, ve ne erano ormai ben quattordici.

lunedì 30 agosto 2010

Vendesi conversione all'Islam per 80,00 euro


Gli uomini di potere, i re o gli imperatori, hanno sempre amato circondarsi di donne; è la storia che ce lo dice.É così fin dalla notte dei tempi. L'avere tante giovani e belle donne intorno è un modo non solo per saziare il propio narcisismo ed ego, ma anche un modo per riaffermare il potere stesso di cui dispongono. In una società patriarcale l'avere tante donne sarà sempre un motivo di vanto indipendentemente dalla (finta) morale comune. É per questo che la notizia delle circa 800 hostes ricevute da Gheddafi in due giorni non mi meraviglia, così come non mi meraviglia perchè Berlusconi è così in sintonia con gente come Gheddafi e Putin( mi chiedo se sia stato Putin a suggerire a Berlusconi come sistemare la faccenda della libertà di stampa in Italia, oppure se sia stato Berlucononi a dire a Putin come risolvere i problemi con la stampa in Russia). Di tutta questa vicenda, l'unica cosa che trovo davvero triste e squallida, sono le ragazze che si sono prestate a l'ennesima pagliacciata italiana. Donnette che per poche decine di euro e con la speranza di essere notate non si sa da chi, ne si sa per cosa, sono pronte a tutto, incluso una finta conversione all'Islam maturata nell'attimo di un battito di ciglia. L'apparire, è questa l'ossessione del nuovo millennio, un virus che colpisce dall'oca ignorante alla laureata, un virus che solo all'apparenza non colpisce anche i maschi (la verità è che a loro vengono concesse meno possibilità per mettersi in ridicolo). Penso a queste Hostess senza aereo e mi rendo conto che c'è infinitamente più dignità in una prostituta di strada che in un'aspirante valletta, velina o quello che è...c'è molta più dignità in una lap dancer o spogliarellista del peggiore dei night club che in una delle tante insignificanti attricette/vallette/gieffine che, resesi conto che le ospitate in discoteche e programmucci televisivi (che hanno molto in comune con le pattumiere) iniziano a scarseggiare, fanno un calendario mezze nude (oltre che totalmente rifatte)

Vincenzo Borriello
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mercoledì 25 agosto 2010

Dal Berlusconismo al Berlusconesimo


Mi sono reso conto che parlare di Berlusconimo risuolta essere in qualche modo inadeguato, se rapportato a quello che è ormai diventato oggi Silvio Berlusconi. Il Berlusconismo rappresenta solo una prima fase della sua evoluzione. dell'evoluzione della sua figura nel processo di personalizzazione ed impersonificazione della politica che egli stesso ha lanciato, sostituendo al partito, l'uomo. La fase successiva, quella nuova che ha avuto inizio molto tempo prima che ne prendessi coscienza e che in qualche modo giustifica la longevità politica del Cavaliere, è la fase che ho definito Berlusconesimo. Perchè Berlusconesimo? Perchè a mio avviso il berlusconismo ha inesorabilmente preso i connotati tipici della religione. Come ha sottolineato Durkheim, ogni società richiede l'esistenza di alcuni insiemi di credenze condivise. La religione soddisfa queste esigenze, ma ad essa possono sostituirsi, o anche semplicemente affiancarsi altri sistemi di credenze equivalenti, ossia che possono svolgere le stesse funzioni delle religioni, fino ad essere considerati religioni. Il Berlusconesimo, così come poteva essere il comunismo con Marx, ha un suo fondatore, un suo profeta, ossia Berlusconi, ai testi sacri ha sostituito le TV, i TG condotti dai suoi discepoli che diffondono il suo verbo (per non dimenticare i giornali), le sue parabole. Quando ha firmato durante la trasmissione "Porta a Porta" il patto con gli elettori è statto qualcosa di simile a Mosè (nel caso specifico Bruno Vespa) che ha ricevuto le tavole dei 10 comandamenti da Dio.Come molte religioni ha i suoi santi, coloro che hanno subito il martirio, come Dell'Utri, Cosentino, Scajola, Verdini ecc. perseguitati dalla magistratura perchè colpevoli di essere "Berlusconesi". Egli stesso tende a dipingersi come un martire, un perseguitato dalla magistratura che ama chiamare "toghe rosse". In fine, come tutte le religioni tradizionali, il Berlusconesimo rivendica il possesso della verità ultima e considera falso tutto il resto, tutte le altre idee, tutte le altre concezioni alternative. Il Berlusconesimo cerca di spiegare tutte le sofferenze dell'Italia, addossando la colpa a giudici, comunisti (seppure non siano presenti neanche in parlamento), stampa non allineata al suo volere, ed al tempo stesso, offre la prospettiva di un mondo migliore, un mondo senza tasse, un mondo fatto di ricchi, un mondo fatto di veline per tutti. Il berlusconesimo, come tutte le religioni si fonda sui dogmi, e la gente, o meglio, gli elettori di Berlusconi dogmaticamente votano per lui, perchè solo chi è accecato dalla fede, al punto tale da non riuscire a vedere l'evidenza dei fatti, può continuare ad osannare questo falso profeta

Vincenzo Borriello
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giovedì 19 agosto 2010

Navarra:toro salta sugli spalti e causa 18 feriti(guarda il video)

Durante una corrida che si è tenuta ieri(18 agosto) a Navarra un toro è riuscito a salire sugli spalti caricando gli spettatori. I feriti sono 18, di cui il piu grave un bimbo di 10 anni. L'animale del peso di 500 kg è caduto su di lui.

venerdì 30 luglio 2010

Paga per pregare: 25 sterline per vedere il papa rock star


C'era d'aspettarselo che prima o poi sarebbe successo. La figura del papa, che nel corso dei decenni, è diventata sempre più centrale rispetto persino al dio che dice di venerare, ha assunto sempre più il ruolo di star. Lo testimoniano le adunate oceaniche che si verificano in presenza del papa dove egli è posto al centro di esse, venerato, osannato dai fedeli cosi come farebbero un'orda di ragazzine quindicenni in piena tempesta ormonale ad un concerto dei Tokyo Hotel. Riempie gli stadi di gente disposta a fare chilomentri pur di ascoltarlo, vede la sua immagine proiettata su maxi schermi,muove denaro grazie alla vendita di souvenir, prenotazioni di posti letto, ristoranti invasi dai fedeli ecc. Poi la svolta, un esperimento che se dovesse andare a buon fine, potrebbe ripetersi. A settembre sua santità sarà in Gran Bretagna; i fedeli che vorranno assistere alla veglia di preghiera ad Hyde Park del 18 settembre dovranno pagare 10 sterline, e 25 sterline per assistere alla cerimonia di beatificazione del cardinale John Henry Newman, a Birmingham il giorno 19. Con 25 sterline si paga il biglietto per un cncerto di una band di successo...evidentemente il papa si sente una rock star, e chi sa quanto tempo passerà prima che comunci ad autografare bibbie e vangeli. La santa sede si è giustificata dicendo che il prezzo del biglietto serve come contributo agli organizzatori...mi chiedo cosa direbbe Fracesco d'Assisi di tutto questo, e scusate se ometto il "san", lui che si è spogliato delle sue ricchezze. Finalmente il motto della chiesa è chiaro a tutti: "Paga per pregare"

Vincenzo Borriello
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mercoledì 28 luglio 2010

Il Romanziere: L'uomo che amava dipingere eletto libro del mese di luglio


"L'uomo che amava dipingere" è stato eletto libro del mese di luglio 2010 su "Il Romanziere". Un sentito ringraziamento a tutti quelli che hanno reso possibile questo successo.

mercoledì 21 luglio 2010

Ragazze ad Ostia (scommettiamo che diventano famose?)

Scommettiamo che queste due diventano famose?

Ultimati i lavori del nuovo manoscritto "La donna che sussurrava agli specchi"

Annuncio, seppur con ritardo, di aver terminato di scrivere la mia nuova opera. La stesura si è conclusa da circa tre settimane. Il titolo (almeno provvisorio) è "La donna che sussurrava agli specchi". Nel frattempo sono già a lavoro su un nuovo libro, di cui sto scrivendo il capitolo IV. Si tratterà di un Thriller

lunedì 19 luglio 2010

Le zampe del clero anche sulla vita pubblica di un paesino


C'è da essere allibiti quando giungono certe notizie. La Sicilia è una terra difficile, un po' come molte regioni del sud. Le maggiori difficoltà sono per i giovani, che faticano a trovare una ragione per restare in quella terra che ben poco offre, sopratutto quando si parla di futuro. Tutto diventa ancora più difficile, quando ad ostacolare un'iniziativa fatta da giovani per i giovani è una piccola parrocchia, che forse, a discapito delle sue dimensioni, possiede un potere forte. Il giorno 22,23, 24 luglio a Castellana Sicula (alcamo), si sarebbe dovuto tenere un festival musicale, il Sikelian Hell festival. Un evento che avrebbe permesso di proporre qualcosa di nuovo in Sicilia, di attirare visitatori da gran parte del sud, e che avrebbe dato una iniezione di denaro alle attività commerciali della zona. Il festival è stato annullato a causa delle pressioni esercitate dalla chiesa locale sull'amministrazione comunale, evidentemente preoccupata della perdita di qualche voto. "Secondo gli organizzatori la Chiesa locale avrebbe organizzato una raccolta di firme e minacciato un corteo contro una manifestazione satanica. Nei giorni scorsi, a causa di queste pressioni, era stata depennata dalla scaletta del festival la band Necrodeath per il contenuto dei brani reputati anti cristiani." Ancora una volta la chiesa ha voluto rimarcare un'esclusiva appropiazione del territorio e la sua volontà di scandire lo svolgere della vita pubblica non solo con costose feste patronali e ricorrenze liturgiche varie, ma anche impedendo manifestazioni non gradite al clero. Premesso che, si è liberi di essere satanisti tanto quanto si è liberi di professare qualsiasi altro credo religioso, fermo restando il principio di non nuocere al prossimo, è ridicolo sventolare nel 2010 lo spauracchio del satanismo, retaggio del medioevo, con il quale la chiesa ha potuto liberarsi di personaggi scomodi ed impossessarsi di infinite ricchezze. L'annullamento del concerto ha causato agli organizzatori una perdita di 150.000,00 euro, una somma impossibile da recuperare, se questo significa creare sviluppo, siamo sulla cattiva strada. Vietare un festival di musica con la scusa del satanismo, è come vietare una messa con la scusa dei preti pedofili, ed ad ogni modo durante nessun concerto è mai stato violentato un bambino, si puo dire lo stesso delle chiese sparse per il mondo?


Vincenzo Borriello

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Vogliono usare le università per accentuare la stratificazione sociale


La strategia del PDl, intenta ad accentuare la struttura piramidale ed elitarista della società italiana, si va arricchendo di un altro tassello, che svela i piani, le intenzioni, che si celano dietro una parte del partito di Berlusconi (che solo formalmente, arrivati a questo punto, è anche di Fini). La strategia è quella degli "step": prima si è provveduto a rimbambire i giovani con programmi televisivi fornendo come modelli, aspirazione, il ruolo di velina, tronista, corteggiatrice, ed inquilini del gf. Azzerata qualsiasi velleità di produzione di pensiero critico, grazie anche alla trasformazione delle università in meri esamifici (quanti esami oggi sono sostenuti mettendo crocette su di un foglio, come se si trattasse dell'esame per la patente, a discapito di un confronto face to face con il docente?) si è passati allo step successivo. Il nuovo passo è quello rappresentato dalla proposta del deputato PDL Garagnani che afferma:
«il valore legale della laurea mette tutti i laureati sullo stesso piano, mortificando le qualità dei più bravi, ed è di ostacolo ad una 'concorrenza virtuosa' fra atenei, schiacciando verso il basso l'offerta formativa. "Diversamente da quel che accade in altri Paesi -spiega il parlamentare del centrodestra - in Italia la laurea non costituisce un semplice titolo accademico, ma un vero e proprio certificato pubblico , consentendo la partecipazione a concorsi o l'esercizio di determinate professioni". Una scelta che risale al 1933 e che è stata confermata dalla riforma universitaria del 2004».
Le affermazioni del
deputato Garagnani sono false. Il voto è una discriminante sufficiente ad identificare il valore di uno studente rispetto ad un altro. La verità è che una proposta del genere, mira da un lato a rilanciare le università private, dall'altra a formare una elite di studenti il cui comune denominatore non è l'effettiva preparazione, ma il ceto sociale di appartenenza. É chiaro che maggiore sarebbe il prestigio dell'università, più alta sarebbero le tasse e/o la retta da pagare per studiare in un certo ateneo. Se oggi una famiglia media fa fatica a mandare un figlio all'università, sopratutto fuori sede, come potrebbe permettersi di far studiare il figlio in un' università più costosa, perchè più prestigiosa? Se uno studente di Napoli, che vuol fare, per esempio giurisprudenza, è costretto ad andare a studiare a Milano, per avere un titolo più "vendibile" sul mercato del lavoro, nonostante a Napoli ci sia questa facoltà, non rappresenta forse un ostacolo ed una ingiustizia sociale nel momento in cui lo studente non dispone di adeguate risorse economiche per andare fuori sede e pagare di piu per la sua istruzione? Tutto questo in cosa si traduce?Si chiuderanno altre porte per i figli di famiglie con un reddito limitato, a vantaggio dei figli di chi dispone di importanti risorse economiche. Avremo così una nuova casta che impedirà l'accesso alle zone alte della piramide, accentuando ulteriormente la stratificazione sociale. Avremo cosi, giudici, avvocati, ingegneri, medici, ecc che rappresenteranno esclusivamente una ceto sociale alto, e che probabilmente, di questo ceto farà gli interessi. Tutto ciò, non perchè sono i piu bravi, ma perchè potevano permettersi un esborso economico maggiore per studiare.

Vincenzo Borriello
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mercoledì 14 luglio 2010

Uomini che uccidono donne


Negli ultimi giorni, sono stati numerosi i fatti di cronaca che hanno visto come vittime delle donne. Episodi di stalking, che sfociano anche nell’omicidio, vanno considerati, secondo me, come forme patologiche, quindi il fenomeno va analizzato più da una prospettiva psicologica che sociologica. Lo stalker, in fin dei conti è un narcisista estremo, ed il rifiuto, provoca in esso un profondo senso di rabbia. Sostanzialmente la donna per lo stalker (ma il discorso può essere fatto anche per donne stalker) è come uno specchio nel quale “deve” vedere riflessa la sua grandiosità, quando ciò non avviene più, a causa del rifiuto, scatta la reazione rabbiosa e depressiva che può spingersi fino all’omicidio - suicidio. Inutile stare qui a citare nello specifico le notizie degli efferati delitti comparsi sui giornali, li conosciamo tutti. C'è un aspetto però, da considerare: quanto, la diffusione della notizia può essere da stimolo, da incoraggiamento al potenziale assassino ad emulare le gesta di un uomo che si trova nella sua stessa condizione?

direi che la diffusione delle notizie di cronaca dove un uomo uccide una donna per motivi più o meno passionali, funga da input, a persone mentalmente disturbate, narcisiste, a commettere quello stesso reato di cui hanno parlato giornali e tv. Ovviamente sto parlando di casi estremi. La notizia, magari non fa altro che dare un'acelerata alle intenzioni omicide dell'assassino. Sarebbe comunque, un punto da approfondire


Vincenzo Borriello

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recensione l"uomo che amava dipingere su sololibri.it

L’arte, in ogni sua forma, è libertà, e non può un regime, di qualsiasi tipo esso sia e qualunque provvedimento, anche estremo, prenda contro di essa, ingabbiarla, limitarla, metterla a tacere. Si può imprigionare l’artista, torturarlo, perfino ucciderlo, e distruggere le sue opere, ma il suo pensiero e la sua anima vivranno per sempre in coloro che le hanno osservate, studiate, apprezzate, e che da esse trarranno ispirazione e coraggio per affrontare la loro vita in modo diverso, forse anche per lottare, per cambiare lo stato di cose. L’arte è libera, vaga, entra nei cuori e nelle anime. Questo, in sostanza, il bellissimo tema del breve libro in questione, neppure 60 pagine. Non è facilissimo da reperire, ma vale senz’altro la pena di procurarselo per poter apprezzare questo romanzo, che inserisce la situazione attuale di un Paese, l’Iran, purtroppo sempre sotto i riflettori dei media, e le riflessioni dei vari personaggi coinvolti, in una narrazione drammatica ma onirica, che nel finale prende piuttosto i contorni della favola moderna, lasciando aperta la porta alla speranza. La storia è quella di Yassir, giovane pittore iraniano, orfano di padre, che viene gettato in prigione per avere dipinto una donna nuda: per il regime non si tratta di arte, ma di pornografia. In cella Yassir conosce Omar, prigioniero ormai da tempo immemore per la sola "colpa" di essere omosessuale. Lo stupore per la crudeltà degli uomini e per i crimini che vengono perpetrati ogni giorno con la scusa della morale, della religione, della patria e della sua difesa, non dà pace a Yassir, uomo che non ha nemici e non giustifica in alcun modo la violenza, e a questo suo stato d’animo si mescola la comprensibile paura del suo destino ormai deciso senza possibilità di appello. Solo la pittura potrebbe dargli un conforto nell’angoscia dell’attesa, ma procurarsi tele e pennelli è quasi impossibile in una prigione come quella dov’è rinchiuso. Omar, però, partecipe dello stato d’animo e del dolore dell’amico, riesce a procurargli tre tele, i pennelli e i colori che gli servono. Per Yassir la possibilità di dare vita ai suoi pensieri e ai suoi sentimenti è una vera e propria rinascita. Dipinge così tre quadri, ciascuno dei quali è per la sua anima una fuga dalla cella e un incontro, uno scambio di idee con una persona amica o mai conosciuta, che, con le sue parole, può aiutarlo a capire. Il primo quadro è una conversazione con un amico immolatosi da kamikaze, malgrado l’incomprensione e la disapprovazione dello stesso Yassir. Il secondo incontro è con un soldato americano che ha scoperto che la guerra è ben diversa dalla propaganda patriottica. Il terzo è dedicato ad una dolce e battagliera ragazza iraniana che gli mostra le rivolte scoppiate dopo il suo arresto. Yassir, nel dipingere, esplora sentimenti e punti di vista, presunti torti e presunte ragioni, arrivando sempre e comunque a sottolineare l’assurdità della guerra e di ogni tipo di fanatismo. Ma sarà con la quarta tela, procuratagli a sorpresa da Omar, che Yassir potrà riconciliarsi con sé stesso e con la sua storia personale. Il finale è una delicata sorpresa che non lascia in sospeso alcuna domanda tranne, purtroppo, quella che ciascuno di noi si fa riguardo alla follia del genere umano. Lo stile, che appare inizialmente un tantino schematico e affrettato, si arricchisce nel corso del racconto di belle riflessioni e descrizioni, catturando il lettore e rendendolo partecipe della storia.

Cristina Giuntini

É possibile leggere la recensione anche qui

giovedì 8 luglio 2010

Manganelli e gli infiltrati de l' Aquila


Ci risiamo con Manganelli. Il capo della polizia continua a vedere infiltrati dovunque, si direbbe che sia quasi un ossessione la sua, o semplicemente un modo comodo per giustificare le continue, reiterate violenze dei suoi uomini. Ormai la risposta del governo ai dissidenti è sempre la stessa, citando un dialogo di un noto film "Colpire per primi, colpire forte, senza pietà". Sono queste le risposte che il governo da, al di là di certe buffonate propagandistiche e favori vari alla famigerata "cricca" a gente disperata come gli Aquilani. Sarebbe ora che Manganelli si dimettesse, che se ne andasse in pensione, sarebbe un bene per tutti. Mi sono sempre chiesto come si arriva a ricoprire certi incarichi, così prestigiosi. Combini un guaio da una parte? No problem ti do un altro incarico, magari anche più prestigioso del precedente. Dubito che su certe poltrone ci si sieda sempre chi lo merita. A volte (o forse spesso) su di una poltrona ci si siede chi ha gli agganci migliori, chi è politicamente protetto. É così che generali, colonnelli, prefetti ecc, fanno carriera. É importante avere propri uomini in certe posizioni, pronti a pigiare il bottone giustoquando serve. Dicevo degli infiltrati che avrebbero scatenato la reazione violenta delle forze dell'ordine. Io di infiltrati ne ho sentito parlare molte volte, purtroppo spesso erano tra chi doveva garantire la sicurezza e la democrazia di questo paese...servizi segreti deviati, senatori condannati in appello per reati di mafia, ma che non si spiega come facciano a considerare una condanna di sette anni invece di nove, come un'assoluzione, e potrei andare avanti per ore con gli esempi. Ha ragione Manganelli, gli infiltrati ci sono, solo che lui li cerca dalla parte sbagliata.

Vincenzo Borriello
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sabato 3 luglio 2010

Una copia con autografo de "L'uomo che amava dipingere" direttamente a casa tua (A grande richiesta,si ripete l'iniziativa)

Per tutti quelli che volessero una copia del mio libro con autografo e dedica, possono prenotare una dal 3 luglio al 10 luglio al prezzo di 13 euro (spese di spedizione incluse). Scaduta la data del 18, dovrete pazientare che mi giungano le copie che dovrò firmare e successivamente spedirle. I metodi di pagamento sono i seguenti

BONIFICO BANCARIO (se scegliete il bonifico,volendoci qualchè giorno per accreditare il denaro, vi consiglio di non aspettare il 10 per farlo)

PAYPAL

RICARICA POSTE PAY (comunicare da quale ufficio postale è effettuata la ricarica e l'orario)

Nell'effettuare la prenotazione, ricordatevi di fornire il nome per la dedica, l'indirizzo dove spedire il libro.
In provato vi sarà fornito codice iban per il bonifico, numero poste pay, e indirizzo mail per paypal.

Buona lettura

giovedì 1 luglio 2010

Taricone


La morte è sempre un evento tragico, colpisce tutti, indistintamente dalle distinzioni di ceto sociale, religione, cultura. Ci sono morti che fanno più scalpore di altre, peggio ancora, ci sono morti che fanno più notizia di altre. Non è mia intenzione fare polemica, ma riflettere si. Riflettere su quanto sia ipocrita e bizzarro al tempo stesso il mondo dello spettacolo, della TV, pronto a buttarti via come una carta vecchia oppure ad osannarti dopo la morte. Ho scoperto, iprovvisamente che Pietro Taricone era una pietra miliare del piccolo schermo e del cinema; probabilmente neanche lui lo sapeva. Io no di certo, non lo sapevo fino a che non ho sentito le dichiarazioni di vari personaggi che si affannavano a rilasciare interviste a seguito della sua tragica fine. Quanti amici ed estimatori aveva Taricone, amici che sicuramente non immaginava di avere. Chi sa per quanti giorni ancora "amici" di vecchia data si affanneranno a rilasciare la loro testimonianza, coinquilini della casa del grande fratello (perfavore abbattetela), attoruncoli, pennivendoli, tutti in cerca, come avvoltoi di esposizione mediatica, di cui necessitano come l'ossigeno. Io personalmente, continuo a dubitare del peso, dell'apporto, che oggi, da più parti, ci si affanna ad attribuire al povero Taricone, nel mondo della tv e del cinema. Mi dispiace solo, che ci siano tanti patetici avvoltoi a svolazzare sulla salma di una persona, che seppur non ha dato nulla alla tv, al cinema, allo spettacolo, non merita di certo simile macabro sfruttamento.

Vincenzo Borriello
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domenica 20 giugno 2010

Fiat di Pomigliano, un esperimento sociale


Le condizioni di lavoro imposte dalla Fiat, ed illustrate agli operai di pomigliano d'Arco Marchionne, sono qualcosa di più di una semplice contrattazione. Ci troviamo di fronte ad un eperimento sociale, il cui scopo è la verifica di quanto gli industriali (non solo la Fiat), alla luce dell'attuale situazione economica, possano spostare l'ago della bilancia della forza contrattuale a propio favore. Il crescente aumento "dell'esercito dei disoccupati" rende i lavoratori ricattabili, come non lo erano da tempo. Per certi versi, sembra essere ritornati alla metà dell'800. La delocalizzazione della produzione è diventata l'arma di ricatto delle grandi industrie, cui dell'italia sembrano interessare solo gli incentivi statali, per poi, incoerentemente invocare, santificare, il liberismo "smithiano". Il dictat di Marchionne, secondo cui, o si lavora alle condizioni della Fiat o la panda la si produce in Polonia è indice della spropositata forza contrattuale concentrata nelle mani dell'azienda torinese. É per questo che è sbagliato chiamare referendum quello che si terrà martedi, dove i lavoratori saranno chiamati a scegliere se accettare o meno la proposta della Fiat. É sbagliato chiamarlo referendum, perchè la scelta non c'è ed in questo senso, il messaggio è stato chiaro. Gli operai sono stati messi in una condizione tale da essere davanti a due uniche soluzioni: accettare le imposizioni di Marchionne, o perdere il lavoro. Questo gli operai, così come i sindacati lo sanno bene ed hanno capito di non avere nessuna scelta, (fatta eccezione della FIOM.) è per questo che martedi la Fiat trionferà. Quel giorno, i cui risultati referendari pro fiat saranno inevitabili, si apriranno nuovi inquietanti scenari per il mondo del lavoro, perchè l'esperimento sociale si rivelerà riuscito. Gli industriali torneranno a godere di un potere che credevano non avrebbero assaporato mai più, grazie alle conquiste fatte dagli operai in anni di lotte. Martedi, 22 giugnò 2010, sarà il giorno in cui i lavoratori tutti, gli operai, perderanno la loro forza contrattuale faticosamente conquistata, a vantaggio degli industriali. In tutto questo, l'attuale governo è complice, perchè non ha saputo, ne voluto prendere misure che permettessero di non arrivare a questa situazione. Chi delocalizza la produzione, decidendo di fabbricare prodotti italiani all'estero, non dovrebbe avere diritto ad incentivi statali, come nel caso della fiat, perchè è chiaro, che i soldi pubblici immessi, con la speranza che vengano redistribuiti sotto forma di occupazione, si rivelano in realtà solo un "regalo" a chi di soldi ne ha già tanti e che con assoluta arroganza ricatta i suoi dipendenti, consapevole di avere il coltello dalla parte del manico e la colpa di tutto ciò, è di chi ha permesso che si verificassero le condizioni che oggi consentono agli industriali di godere di un'immenso potere contrattuale a discapito di quello dei dipendenti.

Vincenzo Borriello
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